Qualche volta mi dimentico...

Sono sincera, qualche volta mi dimentico di essere passata di qui.
Sarà perché coltivo diversi interessi, sarà perché tre figli sono impegnativi, sarà perché il tempo passa e se lo si lascia passare cedendogli i pezzi di dolore più acuti, tenendosi soprattutto i momenti buoni, lui li conserva per noi, portando su di sé il loro peso.

Poi accadono cose che mi restituiscono questi pezzi della mia vita...
Mio marito è stato al funerale della nonna di nostro cognato, poi la sepoltura, nello stesso cimitero in cui sono le nostre bambine. Stavo per domandargli se le fosse andate a trovare... Ma ho taciuto.
Non lo voglio sapere, perché piangerei per non esserci andata io. Non glielo voglio chiedere, perché se avesse sentito il desiderio di andarci, ci sarebbe andato. 
Non voglio sapere una cosa che, se ha fatto, ha preferito non dirmi.
Non ho bisogno di avere la conferma che il suo modo di portare le nostre morti è differente dal mio: la grande forza che ci ha tenuti insieme nonostante la devastazione di questo dolore, è proprio il pieno rispetto della sensibilità dell'altro.
Prima o poi andrò a trovare le mie bambine.
A dispetto della desolazione del campo, del timore di ritrovarmi da sola in un luogo tanto isolato, della paura di sentire nuovamente quel pugno nello stomaco, assenza di fiato da respirare... perché ancora di fronte all'evidenza: sono morte.
Stasera mio marito mi ha avvolta in un abbraccio: non capita spesso, tre figli occupano la maggior parte del tempo, delle attenzioni e degli abbracci!
Così quelli che arrivano, sempre in mezzo alle cose da fare, sono enormemente graditi.
Con un sorriso gli ho annunciato che finalmente sono dimagrita. Finalmente mi rivedo vicina a com'ero prima di Tristano. Eccetto la pancetta: "Per questa non c'è niente da fare..."
Ho visto la mia sagoma riflessa nel vetro della finestra e ho aggiunto desolata: "Ho quasi 40 anni..."
Mio marito è sempre divertito da queste mie considerazioni depressive...
Nei primi tempi della nostra relazione, mi disse che aveva voglia di sposarsi, aveva desiderio di mettere su famiglia, avere dei figli e condividere un impegno... Poi aggiunse che ci sarebbe toccato invecchiare e il matrimonio era un impegno a "decadere insieme"!
Così ci vediamo decadere... un capello bianco alla volta, una zampa di gallina più pronunciata, quel filo di pancetta in più che non è esattamente da ricondurre alla muscolatura decontratta...
Stasera con sufficienza mi ha zittita dicendomi di rassegnarmi, la mia pancetta non se ne andrà ed è giusto che sia così, perché: "Hai quasi 40 anni e tre figli... più due."
Eccomi qua: quasi 40 anni, tre figli più due. A volte dimentico di avere vissuto pezzi di vita, a volte un dettaglio mi fa piangere come se quei pezzi fossero il mio presente. 
Impegni, orari, scadenze, interessi e sogni.
Tanti sogni e desideri... ancora e sempre.
...mica male...

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